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Andropausa significa letteralmente cessazione delle funzioni sessuali proprie del maschio. Il termine è però sinonimo di un quadro clinico alquanto complesso, originato dalla riduzione dei livelli del Testosterone nel circolo sanguigno, con una conseguente disfunzione erettile più o meno grave, calo del desiderio, svogliatezza, debolezza muscolare, osteoporosi, turbe depressive.
Questo insieme di sintomi è di solito assai raro al di sotto dei cinquanta anni .
Quando compaiono i sintomi, l’insorgenza è di solito molto graduale, per cui può succedere che la diagnosi corretta non venga fatta, attribuendo tutto il quadro clinico a generico “invecchiamento”.
A differenza che nella donna, il processo di riduzione della produzione degli ormoni sessuali  è molto graduale e  dura per molti anni. Proprio per questo i cambiamenti fisici e mentali che ne derivano hanno un esordio lento e subdolo e possono essere facilmente male interpretati.
Oggi il nome andropausa è da considerarsi non corretto, proprio perché non può essere considerato l’equivalente maschile della menopausa , pertanto i medici impiegano l’acronimo inglese  P.A.D.A.M. (partial androgen deficiency in the ageing male = parziale deficit di androgeni in uomini anziani).
La P.A.D.A.M. è sotto certi aspetti l’esagerazione patologica di un processo fisiologico legato alla progressiva riduzione del testosterone   che si manifesta a partire dai 40 anni di età.
Il trattamento della P.A.D.A.M. richiede la somministrazione di  testosterone   che però deve essere prescritto solo nel caso in cui siano presenti contemporaneamente i sintomi descritti e vi sia una dimostrazione di livelli sanguigni estremamente bassi di testosterone.
Se il livello ormonale è nei limiti di norma, non si hanno benefici con la sua somministrazione.
In molti pazienti affetti da P.A.D.A.M., è presente contemporaneamente una sindrome metabolica caratterizzata da ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia con insulinoresistenza, pressione arteriosa elevata, tendenza alla obesità. In Italia il 25% degli uomini presentano una  sindrome metabolica più o meno grave ed essendo pazienti ad elevato rischio cardio-vascolare (Ictus, Infarto), costituiscono un grande problema sanitario.
 


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