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Andrologia, chemioterapia e disturbi sessuali PDF Stampa E-mail

Il trattamento chemioterapico (CHT) può provocare un danno testicolare più o meno reversibile che si estrinseca sull’epitelio seminifero, interessando la fertilità, oppure meno frequentemente sul tessuto endocrino responsabile delle funzioni sessuali.

Negli ultimi 40 anni la CHT ha rivoluzionato il trattamento e la prognosi di malattie un tempo quasi invariabilmente mortali come il linfoma di Hodgkin, i tumori del testicolo, varie forme di leucemia, neoplasie maligne in età pediatrica. Trattandosi quasi invariabilmente di malattie che riguardano soggetti in età infantile, giovanile o adulta, con ottima prognosi “quoad vitam”, il problema dell’impatto della CHT sulle funzioni sessuale e riproduttiva è particolarmente sentito.

La sensibilità alla CHT del testicolo dipende dall’indice di proliferazione cellulare che è molto alto nei tubuli seminiferi e assai basso per la componente endocrina-ormonale.

Come conseguenza di una CHT aggressiva si assiste quindi ad una (quasi sempre) temporanea riduzione di volume dei testicoli, in cui si osserva forte riduzione della componente seminifera e persistenza della componente endocrina.

La tossicità dei farmaci impiegati per la CHT è elevata per gli agenti alchilanti, che possono portare a quadri di danno testicolare permanente, intermedia-lieve per il carboplatino, alcaloidi della vinca, mostarde azotate, antimetaboliti, antibiotici antraci clinici.

Il danno delle funzioni testicolari è quindi funzione del tipo di farmaci impiegati nel singolo protocollo CHT per una certa malattia, del numero di cicli di trattamento, del prodotto del danno dovuto alla associazione di più farmaci.

Oggi la tendenza è in linea di massima all’impiego di protocolli di trattamento meno aggressivi sulla funzione sessuale e riproduttiva rispetto al passato.

Nei maschi in età fertile che si devono sottoporre ad un trattamento CHT è tuttavia obbligatorio proporre una crioconservazione del liquido seminale, poiché il futuro recupero della funzione dell’epitelio seminifero non può essere dato per scontato.

La vita sessuale è molto raramente compromessa dalla CHT in ragione di un deficit di produzione di testosterone (ipogonadismo), mentre è più spesso compromessa dalle alterazioni della qualità della vita che si manifestano nel paziente malato di tumore.

In questi individui infatti, agli effetti negativi legati al deperimento organico dovuto alle terapie multimodali effettuate si sommano gli aspetti psichici legati alla depressione, l’ansia, le alterazioni della percezione corporea, che di per se possono comportare una forte caduta dell’interesse sessuale.

 


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