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Cos’è la Sessuologia, leggende metropolitane, miti e realtà PDF Stampa E-mail

La sessuologia clinica, nasce come ancella o meglio come cenerentola della ginecologia e dell’andrologia, soltanto dopo un cinquantennio di studi scientifici , di pubblicazioni, di pazienti aiutati nel loro dolore, disagio esistenziale, sessuale e di coppia, transita in una dimensione di autonomia scientifica, vantando grossi nomi del panorama scientifico nazionale ed internazionale.


Purtroppo per gli argomenti trattati, spesso viene confusa per una disciplina inesatta o peggio ancora caratterizzata dal chiacchiericcio del collettivo, inoltre visto l’elevato richiamo mediatico correlato alle tematiche sessuologiche, molti non clinici, si sono avventurati in territori interessanti e remunerativi correlati alla sessuologia ed ai suoi possibili utilizzi.
Il sessuologo clinico, è colui che dopo una laurea in medicina o psicologia , accede previo esame preliminare ad una scuola quadriennale in sessuologia clinica e solo dopo anni di studio, ore di tirocinio e supervisione dei casi clinici, attività di ricerca e di formazione, può iscriversi all’albo della FISS, federazione italiana sessuologia scientifica, contenente un albo online suddiviso per regione d’appartenenza e per titoli conseguiti.

 
Il delicato momento storico in cui viviamo è caratterizzato da una “sessualizzazione” diffusa, che dilaga in moltissimi settori. La sessualità viene di continuo esibita ed adoperata per scopi più disparati che vanno dall’intrattenimento, alla propaganda, transitando da internet, agli spot televisivi, passando sotto l’egidia di una sedicente libertà sessuale per cui tutto è lecito, permesso, attuabile ed autorizzato, spesso terreno paludoso per future e sane relazioni sentimentali e sessuali.
Avventurarsi ed addentrarsi nell’educazione emozionale e sessuale, è un compito arduo, difficoltoso, ma al contempo affascinante ed altrettanto gratificante, ma deve essere fatto solo da chi è stato formato per farlo.
Il diritto allasalute sessuale” fa parte integrante del benessere psicofisico degli esseri umani ed è caratterizzato da una " sessualità sana e responsabile".
La WAS (World Association for Sexual Health) in collaborazione con scuole ed associazioni di sessuologia, si è a lungo dedicata alle linee giuda che caratterizzano il concetto di salute sessuale.


L’educazione emozionale e sessuale, svolta sul territorio, è sicuramente il primo passo verso la promozione di un nuovo e più funzionale concetto correlato al “diritto alla salute sessuale” ; ancora un muro di vergogna ed imbarazzo, ammanta la reale comunicazione e spesso processi confusivi, prevalgono sulla realtà clinica, alimentati da falsi miti e leggende metropolitane correlate alla sessualità ed a chi è deputato alla sua propaganda, cioè il sessuologo clinico o lo psico-sessuologo
I giovani non praticano una “sessualità responsabile e consapevole”, ma si avventurano in territori inesplorati o peggio ancora già percorsi da compagni più navigati, che mettono sapientemente a disposizione la loro esperienza, sostituendosi ai clinici.
Il numero di malattie sessualmente trasmissibili (MST) è in costante aumento, così come l’assunzione della pillola del giorno dopo, che nell’immaginario dei giovani, è un valido surrogato della pillola contraccettiva, solo posdatata nel tempo!
La pornografia viene considerata la reale educazione sessuale, amplificando il processo confusivo tra genitalità e sessualità.
L’educazione sessuale, dovrebbe contenere inoltre elementi formativi, circa l’identità di genere, quel concetto legato allo sviluppo dell’identità  nella sua globalità, che comprende aspetti biologici,psicologici, ambientali e culturali.
Il percorso che conduce all’acquisizione dell’identità di genere, non è semplice, né lineare ed è determinato da svariati fattori. Sia la donna, che l’uomo, acquisiscono la certezza della propria identità sessuale, prevalentemente durante l’adolescenza, dalle prime esperienze sessuate in relazione all’altro sesso.
Altri elementi da chiarire sono il concetto di “Genere”, che si riferisce al sesso cromosomico, cioè gonadico ed ormonale e “ruolo di genere”,che si riferisce alla stereotipo socio culturale che i genitori, associano al figlio dalla nascita.
“I diritti sessuali” sono fondamentali, vanno tutelati e favoriti e sono soprattutto diritti umani “universali.”
Dottoressa Valeria Randone
www.valeriarandone.it
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