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HPV, condilomi genitali e profilassi dei tumori del collo dell'utero PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Enrico Conti   
Domenica 31 Ottobre 2010 09:17

Il papilloma virus umano più noto come HPV è la causa di quella frequentissima e apparentemente innocua infezione sessualmente trasmessa che si manifesta con escrescenze carnose genitali: i condilomi o verruche genitali. I condilomi  sono conosciuti da sempre e costituiscono la più frequente malattia a trasmissione sessuale in Italia e in Europa. La eliminazione dei condilomi non rappresenta un grande problema negli individui  dotati di un normale sistema  immunitario (che tende a limitare le manifestazioni virali) e può essere effettuata mediante diatermocoagulazione, crioterapia, asportazione chirurgica o farmaci per uso topico. Ma se le implicazioni più gravi di interesse strettamente andrologico sono limitate alla sporadica associazione tra HPV e tumore del pene,

i rapporti tra questa infezione e il tumore del collo dell'utero (vero e proprio killer insidioso assai frequente tra le donne sessualmente attive), sono ben più importanti sotto il profilo epidemiologico. Il tumore del collo dell'utero è infatti una importante causa di morte femminile, nonostante sia facile da curare nelle fasi precoci (che possono essere evidenziate facilmente attraverso l'esecuzione del pap test effettuato dal ginecologo). Da alcuni anni la profilassi del tumore del collo uterino è possibile anche attraverso la vaccinazione contro l'HPV delle giovani donne. Questa pratica di recentissima introduzione dovrebbe anche avere la funzione di ridurre la trasmissione del virus dovuta alla promiscuità sessuale. Il 18 ottobre 2010 è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista di medicina "The Lancet" un articolo sulla distribuzione a livello mondiale dei sierotipi cancerogeni dell'HPV: l'indagine ha comportato l'esame di materiale virale proveniente da oltre 12000 donne affette da tumore del collo uterino  in ogni area geografica del pianeta. E' stato confermato che i sierotipi virali maggiormente coinvolti sono il ceppo 16 e 18 con importanti presenze dei ceppi 31, 33, 35, 45, 52 e 58 i quali hanno mostrato giocare un ruolo quantitativamente significativo nello sviluppo dei tumori. Le conoscenze ottenute da questo importante studio permetteranno in breve di mettere a punto una nuova generazione di vaccini polivalenti contro i ceppi cancerogeni di HPV.  

Ultimo aggiornamento Domenica 31 Ottobre 2010 09:38
 


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